{"id":3152,"date":"2024-09-12T00:00:00","date_gmt":"2024-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tesisquare.com\/il-progetto-del-mercato-unico-digitale-europeo-e-la-fatturazione-elettronica\/"},"modified":"2026-05-21T18:01:29","modified_gmt":"2026-05-21T16:01:29","slug":"il-progetto-del-mercato-unico-digitale-europeo-e-la-fatturazione-elettronica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tesisquare.com\/it\/il-progetto-del-mercato-unico-digitale-europeo-e-la-fatturazione-elettronica\/","title":{"rendered":"Il progetto del Mercato Unico Digitale Europeo e la Fatturazione Elettronica"},"content":{"rendered":"<h4 id=\"\"><strong id=\"\">Il Mercato Unico Digitale Europeo<\/strong><\/h4>\n<p id=\"\">Costruire un\u2019Unione Europea richiede anche di condividere norme e modelli di funzionamento omogenei. Per farlo, la sfida \u00e8 quella di superare, su alcuni specifici fronti, tutti quei \u201clocalismi\u201d che nel tempo ogni Paese ha sviluppato, dettando autonomamente le proprie regole. Oltre che definire quadri normativi diversi, per quanto affini in quanto ispirati allo stesso ragionevole \u201cbuon senso\u201d, ogni Paese Europeo ha costruito nel tempo e nelle proprie vicissitudini anche \u201cprassi\u201d e abitudini che ormai rappresentano momenti di storia, tradizioni, esperienze e \u201cusanze\u201d, che superano le abitudini e diventano elementi di \u201ccultura\u201d, veri e propri punti di riferimento che hanno finito col superare i confini delle abitudini e hanno tracciato percorsi nelle scale di valori del controllo sociale, nelle dinamiche delle relazioni professionali e personali, nelle buone pratiche che vengono tramandate. <\/p>\n<p id=\"\">Tra i vari fronti su cui lavorare, un contesto particolarmente rilevante \u00e8 quello del progetto orientato alla creazione di un <strong id=\"\">Mercato Unico Digitale Europeo<\/strong>: un insieme di regole e strumenti che devono portare omogeneit\u00e0 di comportamento e trattamento nelle transazioni commerciali di tutti i Paesi Europei, siano esse tra imprese (B2B), verso l\u2019Amministrazione Pubblica (B2G) oppure verso il consumatore finale (B2C).<\/p>\n<p id=\"\">\u200d<\/p>\n<h4 id=\"\"><strong id=\"\">La rilevanza dell\u2019IVA (e il progetto VIDA)<\/strong><\/h4>\n<p id=\"\">In Europa, il principale cardine attorno al quale ruotano le regole che ogni Paese si \u00e8 dato per gestire le transazioni commerciali e che unisce e divide al contempo, \u00e8 quello dell\u2019imposta sul valore aggiunto (IVA oppure VAT, come da popolare dicitura anglosassone \u2013 anche semplicemente nel nome di questa tassa, il giro d\u2019Europa si fa caratteristico: si chiama IVA in Italia, Spagna, Portogallo, MOMS in Danimarca e Svezia, MwSt o USt in Germania, TVA in Francia e Romania\u2026). L\u2019<strong id=\"\">imposta sul valore aggiunto<\/strong> \u00e8 fondamentale per qualsiasi Paese l\u2019abbia introdotta (negli USA come in molti Paesi asiatici, per esempio, non esiste cos\u00ec come la conosciamo in Europa, anche se \u00e8 presente qualcosa di analogo). Il potere dell\u2019IVA \u00e8 infatti non trascurabile, in quanto \u201criempie e tiene riempite\u201d le casse dei Paesi. Tuttavia, ogni paese Europeo ha sviluppato negli anni le proprie aliquote, le proprie tempistiche e modalit\u00e0 di calcolo e riscossione.<\/p>\n<p id=\"\">Per fare un lavoro di omogeneizzazione su questa importante imposta, \u00e8 nato in Europa il progetto <strong id=\"\">VIDA<\/strong>, che sta per <strong id=\"\">VAT In Digital Age<\/strong>. Si tratta di un&#8217;iniziativa della Commissione Europea per modernizzare il sistema dell&#8217;Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) in tutta Europa, leggendolo in ottica il pi\u00f9 possibile \u201c<strong id=\"\">nativamente digitale<\/strong>\u201d. L&#8217;obiettivo principale \u00e8 sfruttare la crescente digitalizzazione dell&#8217;economia per migliorare la raccolta dell&#8217;IVA, riducendo allo stesso tempo il rischio di frodi fiscali e mirando a semplificare gli obblighi per tutte le imprese. Due importanti capisaldi di questo percorso sono la creazione di <strong id=\"\">rapporti IVA in tempo reale<\/strong> e la <strong id=\"\">Fatturazione Elettronica<\/strong> in tutta Europa. <\/p>\n<p id=\"\">VIDA sostiene e promuove i sistemi di <strong id=\"\">rendicontazione elettronica<\/strong> (<strong id=\"\">DRR<\/strong> \u2013 Digital Reporting Requirements, cio\u00e8 reportistica fiscale, analoga all\u2019esterometro di italica memoria, per capirci), che richiede alle imprese di inviare, entro determinate scadenze, le informazioni fiscali alle autorit\u00e0 competenti. Questo sistema ha l\u2019intento di monitorare le transazioni commerciali in modo efficace e tempestivo. A noi italiani, questo approccio pu\u00f2 sembrare quasi anacronistico: abituati come siamo alla Fatturazione Elettronica in formato strutturato (attualmente la Fatturazione Elettronica \u00e8 una realt\u00e0 diffusa e consolidata soprattutto in Italia, dove \u00e8 presente dal 2019) e ai suoi impatti, di solito ci mostriamo poco sensibili alle \u201ctrasmissioni dei dati fiscali\u201d. Tuttavia, a oggi la Fatturazione Elettronica non \u00e8 certamente presente in ogni Paese Europeo, e per molti anni ancora potrebbe in qualche Paese non avere neanche un formato strutturato: questo spiega l\u2019enfasi Europea sulla reportistica.<\/p>\n<p id=\"\">\u200d<\/p>\n<h4 id=\"\">Le iniziative di Fatturazione Elettronica in Europa<\/h4>\n<p id=\"\">Attualmente, molti Paesi stanno comunque iniziando a definire le loro \u201croadmap\u201d di adozione della Fatturazione Elettronica, introducendo una certa eterogeneit\u00e0 di approccio e creando un vero e proprio \u201cfermento\u201d su questa famiglia di servizi digitali. La <strong id=\"\">Fatturazione Elettronica Europea<\/strong>, infatti, non prevede un unico modello applicativo definito centralmente, ma si sviluppa con progetti diversi, ciascuno orientato a diffondere e favorire lo scambio di dati in formato elettronico e strutturato adottando (i) differenti tracciati e standard, (ii) diverse modalit\u00e0 di invio\/ricezione del documento e (iii) diverse tempistiche di adozione: percorsi distinti ma non inspiegabili, in quanto riflettono l\u2019attuale disomogeneo quadro normativo di riferimento. <\/p>\n<p id=\"\"><strong id=\"\">Poco male<\/strong>, in fondo: \u00e8 sempre stato pi\u00f9 complesso passare da processi cartacei a processi digitali piuttosto che rendere tra loro interoperabili (compatibili e integrabili) modelli digitali diversi, comunque fondati su alcune condivise basi comuni (va detto che i dati necessari\/indispensabili per motivi fiscali e i tracciati di riferimento per le Pubbliche Amministrazioni europee sono stati gi\u00e0 da tempo definiti). Di seguito, si riportano alcune delle scadenze attualmente note in merito alle iniziative di <strong id=\"\">Fatturazione Elettronica B2B obbligatoria<\/strong> in Europa.<\/p>\n<p id=\"\">Info aggiornate a inizio settembre 2024<\/p>\n<ul id=\"\">\n<li id=\"\"><strong id=\"\">POLONIA<\/strong>\n<ul id=\"\">\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Febbraio 2026:<\/strong> obbligo di FE B2B per le aziende con vendite maggiori a 200 milioni PLN (46 milioni euro)<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Aprile 2026:<\/strong> obbligo di FE per tutte le aziende<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Gennaio 2030:<\/strong> entrata in vigore della Fatturazione Elettronica Europea nei formati EN 16931 o pienamente interoperabili (per l&#8217;Italia 2035)<br \/>\u200d<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">GERMANIA<\/strong>\n<ul id=\"\">\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Gennaio 2025:<\/strong> tutte le aziende devono poter ricevere fatture elettroniche nei formati previsti da EN16931, ma si possono ancora emettere Fatture in formati non strutturati<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Gennaio 2027:<\/strong> obbligo per chi ha fatturato nell&#8217;anno precedente &gt; EUR 800.000<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Gennaio 2028:<\/strong> obbligo per tutti<br \/>\u200d<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">FRANCIA<\/strong>\n<ul id=\"\">\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Settembre 2026:<\/strong> obbligo per tutti di ricevere e per le grandi\/medie aziende di emettere<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Settembre 2027:<\/strong> obbligo di emissione anche per le piccole e micro imprese<br \/>\u200d<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">BELGIO<\/strong>\n<ul id=\"\">\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Gennaio 2026:<\/strong> obbligo di FE B2B per tutti a partire dal 2026<br \/>\u200d<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li id=\"\"><strong id=\"\">CROAZIA<\/strong>\n<ul id=\"\">\n<li id=\"\"><strong id=\"\">Gennaio 2026:<\/strong> ipotesi di inizio con la FE<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p id=\"\">\u200d<\/p>\n<p id=\"\">In prospettiva, VIDA ha proposto anche un <strong id=\"\">percorso convergente<\/strong>, che traguarda un orizzonte apparentemente lontano ma ambizioso: entro il 2030 (al massimo il 2035 per l\u2019Italia, che \u00e8 partita prima e ha gi\u00e0 fatto investimenti da ammortizzare) i modelli di Fatturazione Elettronica dovrebbero convergere verso una decisa interoperabilit\u00e0 basata sulla conformit\u00e0 piena (o ricostruibile) con i tracciati Europei (gi\u00e0 definiti dal Comitato Europeo di Normazione nella Norma Europea EN 16931: i tracciati UBL e il CII).<\/p>\n<p id=\"\">\u200d<\/p>\n<h4 id=\"\"><strong id=\"\">Interoperabilit\u00e0 semplice e diffusa<\/strong><\/h4>\n<p id=\"\">Sempre in prospettiva (e una volta a regime), va rimarcato che, effettuati tutti i cambiamenti necessari, adottare un modello di Fatturazione Elettronica piuttosto che un altro (a seconda del Paese dell\u2019azienda verso cui si vorr\u00e0 emettere Fattura) dovrebbe risultare francamente <strong id=\"\">quasi indifferente<\/strong> per ogni impresa Europea. <\/p>\n<p id=\"\">Per consentire alle imprese di gestire al meglio il necessario transitorio, che in diversi anni e con diverse regole vedr\u00e0 passare dagli attuali numerosi formati destrutturati al mondo delle Fatture Elettroniche strutturate, <strong id=\"\">Tesisquare <\/strong>ha scelto di costruire una piattaforma flessibile di integrazione, la <a id=\"\" href=\"https:\/\/www.tesisquare.com\/it\/tesisquare-platform\/extended-integration\"><strong id=\"\">B2B IPAAS<\/strong> \u201cTESI EXTENDED INTEGRATION\u201d<\/a>. Grazie a questo approccio, ogni azienda pu\u00f2 connettersi a un unico punto di contatto, dal quale, nella garanzia della massima compliance verso qualsiasi cliente e\/o fornitore in Europa (e non solo), \u00e8 possibile &#8211; e lo sar\u00e0 stabilmente nel tempo &#8211; emettere e ricevere Fatture in formato elettronico e strutturato, oltretutto in modo pienamente integrato con i propri sistemi gestionali. L\u2019esperienza dietro a questa scelta deriva sia dai molteplici flussi EDI gestiti in diversi anni in tutto il mondo da <strong id=\"\">Tesisquare<\/strong>, sia dall\u2019attenzione alle esigenze dei propri clienti nel loro percorso di adozione della Fatturazione Elettronica. <\/p>\n<p id=\"\">In Italia, per esempio, <strong id=\"\">Tesisquare<\/strong> gestisce da tempo <strong id=\"\">centinaia di milioni di Fatture<\/strong> ogni anno, sia producendole, sia integrandole e portandole nei sistemi dei clienti, sia rendendole disponibili su portali; inoltre, queste fatture \u00e8 anche possibile <strong id=\"\">conservarle in modalit\u00e0 digitale, <\/strong>nella forma e per tutti gli anni previsti dalla normativa in vigore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costruire un\u2019Unione Europea richiede anche di condividere norme e modelli di funzionamento omogenei,p er farlo, la sfida \u00e8 quella 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